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Parco Naturale Regionale

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Parco Naturale Regionale

Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere si estende, come propaggine occidentale del Golfo della Spezia per circa 400 ha, racchiudendo il promontorio omonimo, le isole Palmaria, Tino e Tinetto e l’Area di Tutela Marina. La separazione, nel tardo Quaternario, delle isole dal promontorio non ha permesso una differenziazione a livello floristico e questo giustifica la presenza della medesima flora su isole e parte terrestre e di pochi, per questo importanti, endemismi.

Inoltre le svariate specie mediterranee a gravitazione occidentale, che raggiungono su queste coste il loro limite nord-orientale di distribuzione, aumentano il pregio di tutto il complesso floristico.Per tali presenze l’intera area si sviluppa su tre zone SIC (Siti di Importanza Comunitaria SIC IT1345005 Porto Venere – Riomaggiore – San Benedetto; SIC IT1345103 Isole del Tino-Tinetto; SIC IT1345104 Isola Palmaria) identificate dalla Direttiva 92/43/CEE, conosciuta come “Direttiva Habitat”, con il preciso scopo di contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche nel territorio.

Territorio che mantiene a tutt’oggi un forte carattere di naturalità e che è rivestito da una rigogliosa macchia mediterranea che manifesta il suo continuo dinamismo a seconda dei microclimi ivi presenti: si passa da una situazione di “gariga” ad una macchia dai molteplici aspetti sino ad arrivare a lembi di lecceta e pinete a Pino d’Aleppo frammisto a Pino marittimo ed altre Querce (Cerro e Roverella). Necessaria la menzione del Fiordaliso di Porto Venere (Centaurea Veneris) e del Tarantolino.

Il primo è una piccola pianta perenne, un endemismo esclusivo del promontorio omonimo e delle isole, appartenente alla famiglia delle Composite, con una vivace infiorescenza violetta e che forma un cespuglio abbarbicato sulle falesie tipiche della costa occidentale dell’Area Parco. Il secondo è il più piccolo geco europeo (8 cm coda compresa), un Rettile strettamente notturno caratterizzato da un areale frammentato e relittuale.

In tutta la Liguria è presente a Torre Quezzi (GE) e, a livello insulare, esclusivamente sulle isole del Tino e del Tinetto. La rarità di questo piccolo geco è testimoniata dal suo inserimento all’interno della Lista Rossa della UICN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) come “near threatened”, prossimo ad essere classificato come minacciato ed è per tale presenza che le due piccole isole sono state individuate come aree SIC (SIC IT1345103).Un altro fenomeno che merita una citazione è il carsismo: ampiamente presente in tutta l’Area Parco, trova le maggiori espressioni sull’isola Palmaria, caratterizzata da un substrato calcareo ricco di grotte, pozzi stretti e profondi, camini con andamento ascendente e da forme carsiche superficiali quali inghiottitoi, doline e campi solcati.

Il Parco Naturale Regionale di Porto Venere, ufficialmente istituito nel 2001 (l.r.n.30 del 03/09/2001), ed inserito in un territorio già riconosciuto dall’Unesco nel 1997 come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, interessa una delle aree più pregiate della Riviera di Levante, comprende una parte terrestre, caratterizzata da coste alte e scoscese, ricche di vegetazione mediterranea, interrotte, a livello del mare, da spettacolari grotte dal forte impatto scenografico e le tre isole dell’Arcipelago di Porto Venere: Palmaria, Tino e Tinetto. A coronarlo, un’Area di Tutela Marina, che si estende dal canale di Porto Venere fino alle Isole del Tino e del Tinetto.

Le rilevanze naturalistiche interessano diverse discipline: geologia, speleologia, paleontologia, botanica, ornitologia, erpetologia e biologia marina.

Inoltre la Villa Romana del Varignano, i resti di insediamenti monastici sulle isole (V e XI sec.), le fortificazioni militari e il faro dell’isola del Tino, il borgo di Porto Venere con gli edifici sacri e il Castello Doria (XII sec. e succ.) arricchiscono l’alto valore del territorio con testimonianze storico–archeologiche di indubbio interesse culturale e turistico.

Un territorio ricco anche di tradizioni, legate agli antichi mestieri che ne hanno segnato la storia: maestri d’ascia, palombari, cavatori, mitilicoltori.

Innegabile infine l’alto valore paesaggistico: falesie a picco su un mare cristallino percorse da una rete di sentieri che, nelle giornate più limpide, scoprono scorci e panorami di inusitata bellezza, spaziando dalle vette delle Alpi Apuane alle isole dell’Arcipelago toscano, dalla confinante costa delle Cinque Terre fino all’arco delle Alpi Marittime.

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